Che cos'è la timpanoplastica?
Il timpano è una sottile membrana tra il condotto uditivo e l'orecchio medio. Quando arriva un suono, vibra. Le vibrazioni passano a tre piccoli ossicini: martello, incudine e staffa. Insieme formano la catena ossiculare, che porta il suono fino all'orecchio interno.
La timpanoplastica è l'intervento che ripara il timpano e, se necessario, la catena ossiculare. Quando si ripara solo il timpano si parla di miringoplastica. Lo scopo è chiudere la perforazione e proteggere l'orecchio medio da acqua e infezioni. Quando possibile, si cerca anche di migliorare il passaggio del suono.
Perforazione del timpano e otite media cronica: quando serve l'intervento?
Una perforazione del timpano può essere causata da infezioni, traumi o tubicini di drenaggio messi in passato. Molte perforazioni recenti si chiudono da sole. Se restano aperte per mesi, l'orecchio medio rimane esposto ad acqua e germi.
L'otite media cronica è un'infiammazione di lunga durata dell'orecchio medio. Spesso dà secrezioni ricorrenti dall'orecchio, chiamate otorrea, e un calo dell'udito. Se si notano questi disturbi è utile una visita. Solo l'esame dell'orecchio permette di capirne la causa.
In genere la timpanoplastica si prende in considerazione in caso di:
- perforazione del timpano che non si chiude da sola;
- otiti ricorrenti con secrezione, spesso dopo il contatto con l'acqua;
- ipoacusia trasmissiva, cioè un calo dell'udito dovuto a un ostacolo nel passaggio del suono;
- danni agli ossicini causati da vecchie infezioni.
Come ci si prepara? Visita ed esami prima dell'intervento
Tutto parte da una visita otorinolaringoiatrica. Il timpano si osserva con l'otomicroscopio o con un piccolo endoscopio, strumenti che ingrandiscono l'immagine. L'esame audiometrico misura poi quanto e come si sente.
In alcuni casi serve una TC, un esame radiologico che mostra l'interno dell'osso. Di norma è meglio operare quando l'orecchio è asciutto e senza infezioni. Prima dell'intervento si fanno anche i normali esami per l'anestesia.
La visita serve anche a riconoscere un eventuale colesteatoma. È una forma particolare di otite cronica, in cui la pelle cresce dentro l'orecchio medio. Se presente, richiede una valutazione e una cura specifiche.
La visita si svolge nello studio di Via Niccolò dall'Arca 19, a Bari, vicino alla stazione Centrale. Si prenota online su MioDottore o al numero 080 5219334.
Come si svolge la timpanoplastica?
Si opera con il microscopio operatorio, che permette di lavorare con precisione su strutture di pochi millimetri. Il chirurgo raggiunge il timpano dal condotto uditivo o con una piccola incisione dietro l'orecchio. La scelta dipende dalla sede e dall'ampiezza del foro.
Per chiudere il foro si usa in genere un innesto, cioè un sottile frammento di tessuto del paziente stesso. Può essere la fascia del muscolo temporale, sopra l'orecchio, o la cartilagine del trago, la piccola sporgenza davanti al condotto. Su questa base il timpano ricresce.
Se anche gli ossicini sono danneggiati, si possono ricostruire o sostituire con una piccola protesi. Questa fase si chiama ossiculoplastica. Alla fine il condotto uditivo viene riempito con una medicazione, spesso riassorbibile, che tiene fermo l'innesto.
Quale anestesia si usa e quanto dura il ricovero?
La timpanoplastica si esegue di solito in anestesia generale. L'intervento dura in genere da una a tre ore. Dipende da quanto è estesa la riparazione.
Il ricovero è di solito breve. Spesso si torna a casa in giornata (day surgery), oppure si resta una notte. Il dolore è in genere moderato e si controlla con i comuni antidolorifici. Il Dott. De Candia fornisce indicazioni personalizzate dopo la visita, in base all'intervento previsto.
Come va il recupero dopo la timpanoplastica?
Nelle prime settimane l'udito può sembrare ovattato. È normale: il condotto uditivo è occupato dalla medicazione. Il medico la controlla e la rimuove durante le visite successive.
Chi fa un lavoro sedentario rientra di solito dopo 1–2 settimane. Per lavori pesanti e sport può servire più tempo. L'udito si valuta con un nuovo esame audiometrico a guarigione avvenuta, in genere dopo qualche mese. Questi tempi sono indicativi e variano da persona a persona.
Per proteggere l'innesto, nelle prime settimane in genere si consiglia di:
- tenere l'orecchio asciutto durante doccia e shampoo;
- evitare piscina e mare fino al via libera del medico;
- non soffiare il naso con forza e starnutire a bocca aperta, per non creare pressione nell'orecchio;
- evitare viaggi in aereo e immersioni;
- evitare sforzi intensi e il sollevamento di pesi;
- rispettare i controlli programmati.
Quali sono i rischi della timpanoplastica?
Come ogni intervento chirurgico, anche la timpanoplastica comporta possibili rischi e complicanze. Sono in genere poco frequenti. Vengono spiegati in dettaglio durante la visita pre-operatoria, insieme al consenso informato. Tra i principali:
- infezione o sanguinamento;
- mancata chiusura del timpano o nuova perforazione nel tempo;
- udito non migliorato o, più raramente, peggiorato;
- acufeni (fischi o ronzii) e vertigini, di solito temporanei;
- alterazione del gusto su un lato della lingua, spesso transitoria, legata a un piccolo nervo che passa nell'orecchio medio;
- molto raramente, un danno al nervo facciale, che muove i muscoli del viso.
Perché affidarsi a uno specialista ORL per la timpanoplastica a Bari?
La chirurgia dell'orecchio richiede una formazione specifica e familiarità con il microscopio operatorio. Il Dott. Nicola De Candia è specialista in Otorinolaringoiatria dal 1991. Ha un dottorato di ricerca in Fisiopatologia della comunicazione audio-verbale, ottenuto all'Università di Napoli Federico II. È un ambito che studia l'udito, la parola e i loro disturbi.
Nel 1993 ha partecipato al “Visiting Physician's program” dell'House Ear Institute di Los Angeles, centro statunitense di ricerca sull'orecchio e sull'udito. È anche specialista in Neurochirurgia. Nel corso della carriera ha eseguito in totale oltre 1.000 interventi chirurgici.
Ogni decisione si prende dopo la visita. Benefici attesi, limiti e alternative si valutano insieme al paziente.
Le informazioni di questa pagina hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la visita specialistica: indicazioni, tempi di recupero e rischi vengono valutati caso per caso.