Che cos'è l'otosclerosi?
L'otosclerosi è una malattia dell'osso che circonda l'orecchio interno. Intorno alla staffa, l'ultimo dei tre ossicini dell'orecchio medio, si forma un tessuto osseo anomalo. A poco a poco ne blocca i movimenti. Il suono allora non arriva più bene all'orecchio interno.
Ne deriva un'ipoacusia trasmissiva progressiva, cioè un calo dell'udito che peggiora lentamente nel tempo. Spesso compare tra i 20 e i 40 anni e può interessare entrambe le orecchie. A volte si accompagna ad acufeni, cioè fischi o ronzii. Non di rado altri familiari hanno lo stesso disturbo.
Che cos'è la stapedectomia e come funziona la micro-protesi?
La stapedectomia è l'intervento che sostituisce la staffa bloccata con una micro-protesi. È un minuscolo pistone che ne riprende il ruolo. La protesi si aggancia all'incudine, l'ossicino che precede la staffa, e trasmette di nuovo le vibrazioni del suono all'orecchio interno.
Oggi si esegue spesso una variante chiamata stapedotomia. Invece di togliere tutta la staffa, si apre un foro molto piccolo nella sua base, detta platina, e vi si inserisce la protesi. Il foro si può praticare con microstrumenti dedicati o con il laser. La tecnica più adatta viene spiegata durante la visita.
Quando serve la stapedectomia e quali sono le alternative?
I segni più comuni dell'otosclerosi sono la fatica a seguire le conversazioni, il bisogno di alzare il volume della TV e, a volte, gli acufeni. Questi disturbi però possono avere molte cause. Per capire da dove nasce il calo dell'udito serve una visita otorinolaringoiatrica.
L'intervento non è l'unica possibilità. Per molte persone con otosclerosi è valida l'alternativa dell'apparecchio acustico, che amplifica i suoni senza chirurgia. Vantaggi e limiti delle due strade si discutono durante la visita, in base all'esame dell'udito e alle preferenze del paziente.
In genere la stapedectomia si prende in considerazione quando:
- gli esami confermano un'ipoacusia trasmissiva dovuta al blocco della staffa;
- il calo dell'udito pesa sulla vita quotidiana o sul lavoro;
- il timpano è integro e l'orecchio non ha infezioni in corso;
- il paziente, informato sulle alternative, preferisce la soluzione chirurgica.
Come ci si prepara? Visita ed esami prima dell'intervento
La valutazione inizia con la visita otorinolaringoiatrica. Il timpano si esamina con l'otomicroscopio, uno strumento che ingrandisce l'immagine dell'orecchio. L'esame audiometrico misura quanto e come si sente, e mostra se il calo dell'udito è di tipo trasmissivo.
L'impedenzometria è un test rapido e indolore. Controlla la mobilità del timpano e il riflesso stapediale, cioè la contrazione di un piccolo muscolo collegato alla staffa. Nell'otosclerosi questo riflesso di solito non si registra. In alcuni casi è utile anche una TC dell'orecchio, oltre ai normali esami pre-operatori.
La visita si svolge nello studio di Via Niccolò dall'Arca 19, a Bari, vicino alla stazione Centrale. Si prenota online su MioDottore o al numero 080 5219334.
Come si svolge la stapedectomia e quanto dura il ricovero?
Si opera con il microscopio operatorio, di solito attraverso il condotto uditivo, quindi senza tagli visibili all'esterno. Il chirurgo solleva con delicatezza il timpano, raggiunge la staffa e posiziona la micro-protesi. Al termine il timpano torna al suo posto e il condotto uditivo viene medicato.
L'intervento si può eseguire in anestesia generale o locale, a seconda del caso. Dura in genere da una a due ore. Il ricovero è di solito breve, in genere una o due notti. Il Dott. De Candia fornisce indicazioni personalizzate dopo la visita.
Come va il recupero dopo la stapedectomia?
Nei primi giorni possono comparire lievi vertigini o una sensazione di instabilità, che di solito passano in breve tempo. All'inizio l'udito è ovattato per la medicazione nel condotto uditivo. Per questo il risultato si valuta con un esame audiometrico dopo la guarigione, indicativamente dopo uno o due mesi.
Chi fa un lavoro sedentario rientra di solito dopo 1–2 settimane. Le immersioni subacquee sono spesso sconsigliate anche a lungo termine. Questi tempi sono indicativi e variano da persona a persona.
Nelle prime settimane, in genere, si consiglia di:
- tenere l'orecchio asciutto, proteggendolo dall'acqua durante doccia e shampoo;
- non soffiare il naso con forza e starnutire a bocca aperta;
- evitare i viaggi in aereo finché il medico non dà il via libera;
- evitare sforzi, sollevamento di pesi e movimenti bruschi della testa;
- non guidare finché sono presenti vertigini.
Quali sono i rischi della stapedectomia?
Come ogni intervento, anche la stapedectomia presenta possibili rischi e complicanze. Sono in genere poco frequenti. Vengono discussi in dettaglio durante la visita pre-operatoria, insieme al consenso informato. Tra questi:
- vertigini o instabilità, di solito temporanee;
- acufeni, cioè fischi o ronzii nell'orecchio;
- alterazione del gusto su un lato della lingua, spesso transitoria;
- udito non migliorato, o spostamento della protesi nel tempo, che può richiedere un nuovo intervento;
- raramente, un peggioramento permanente dell'udito nell'orecchio operato, che può arrivare alla sordità;
- molto raramente, una perforazione del timpano o un danno al nervo facciale, che muove i muscoli del viso.
Perché affidarsi a uno specialista ORL per la stapedectomia a Bari?
La chirurgia della staffa si svolge su strutture di pochi millimetri. Richiede familiarità con il microscopio operatorio e una buona conoscenza dell'udito. Il Dott. Nicola De Candia è specialista in Otorinolaringoiatria dal 1991. Ha un dottorato di ricerca in Fisiopatologia della comunicazione audio-verbale, ottenuto all'Università di Napoli Federico II.
Nel 1993 ha partecipato al “Visiting Physician's program” dell'House Ear Institute di Los Angeles. È un centro statunitense di ricerca sull'orecchio e sull'udito. È anche specialista in Neurochirurgia. Nel corso della carriera ha eseguito in totale oltre 1.000 interventi chirurgici.
Ogni scelta viene condivisa con il paziente dopo la visita. Questo vale anche per la scelta tra intervento e apparecchio acustico.
Le informazioni di questa pagina hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la visita specialistica: indicazioni, tempi di recupero e rischi vengono valutati caso per caso.