Intervento per sinusite cronica a Bari: la FESS

L'intervento per sinusite cronica a Bari si esegue con la FESS, la chirurgia endoscopica funzionale dei seni paranasali. Il chirurgo lavora dall'interno del naso, senza tagli sul viso, e riapre le vie da cui i seni scaricano il muco. Si valuta quando le cure mediche non bastano. Il Dott. Nicola De Candia, otorinolaringoiatra a Bari, ne valuta l'indicazione dopo visita, endoscopia nasale e TAC.

Cosa sono i seni paranasali?

I seni paranasali sono cavità piene d'aria nelle ossa del viso. Ce ne sono quattro coppie. I seni mascellari sono nelle guance, gli etmoidali tra gli occhi e i frontali nella fronte. Gli sfenoidali sono più in profondità, dietro al naso.

Sono rivestiti da una mucosa, cioè un sottile strato di tessuto che produce muco. Il muco scorre verso il naso da piccole aperture, chiamate osti. Se queste si chiudono, il muco ristagna e può nascere un'infiammazione: la rinosinusite, detta di solito sinusite.

Sinusite acuta o cronica: che differenza c'è?

La sinusite acuta compare spesso dopo un raffreddore. Di solito passa in pochi giorni o settimane. Se gli episodi si ripetono più volte nello stesso anno, si parla di sinusite acuta ricorrente.

La sinusite cronica, invece, dura 12 settimane o più. Il disturbo non si spegne e diventa parte della vita di ogni giorno. A volte si associa a polipi nasali, piccole escrescenze benigne della mucosa. I sintomi tipici sono questi, ma possono avere anche altre cause: per capirlo serve una visita.

  • Naso chiuso, spesso da entrambi i lati
  • Muco che esce dal naso o scende in gola
  • Senso di peso o dolore al viso, alla fronte o tra gli occhi
  • Olfatto ridotto o assente

Intervento per sinusite cronica a Bari: quando serve?

La prima scelta è quasi sempre la terapia medica. Di solito comprende lavaggi nasali con soluzione salina e spray al cortisone. In casi scelti il medico aggiunge altri farmaci. Molte persone stanno meglio così.

L'intervento si valuta se i disturbi restano nonostante una terapia ben fatta e la TAC mostra seni ancora malati. Non è mai una scelta automatica: lo specialista discute con il paziente vantaggi, limiti e alternative. Le situazioni più comuni sono:

  • Sinusite cronica che non migliora con i farmaci
  • Sinusite acuta ricorrente, con molti episodi all'anno
  • Polipi nasali che chiudono il naso o riducono l'olfatto
  • Complicanze, rare, che coinvolgono l'occhio o le strutture vicine
  • Infezioni da funghi o mucoceli (raccolte di muco chiuse in un seno)

Visita, endoscopia e TAC: come si prepara l'intervento?

Tutto parte dalla visita otorinolaringoiatrica. Lo specialista ascolta la storia dei disturbi ed esegue un'endoscopia nasale. Una sonda sottile con luce e telecamera, inserita nel naso, mostra l'interno delle cavità. L'esame dura pochi minuti e si fa in ambulatorio.

Se si pensa all'intervento, serve una TAC dei seni paranasali. Questo esame radiologico mostra quali seni sono malati e com'è fatta l'anatomia di ogni persona. Per il chirurgo è una vera mappa: guida la pianificazione e aiuta a lavorare vicino a occhi e base del cranio.

Prima dell'intervento si fanno esami del sangue e la visita con l'anestesista. Vanno segnalati tutti i farmaci in uso, soprattutto quelli che rendono il sangue più fluido.

Come si svolge la chirurgia endoscopica dei seni paranasali?

FESS è la sigla inglese di “chirurgia endoscopica funzionale dei seni”. Il chirurgo passa dalle narici con strumenti fini e con l'endoscopio, un tubicino sottile collegato a una telecamera. Non ci sono tagli sul viso né cicatrici visibili.

Si toglie il tessuto malato e si allargano le aperture naturali dei seni. Così il muco torna a scorrere e l'aria a circolare. Si dice “funzionale” perché si cerca di rispettare la mucosa sana. Se serve, nella stessa seduta si può correggere un setto deviato o togliere i polipi nasali.

Si opera in genere in anestesia generale. La durata dipende da quanti seni sono coinvolti. Di solito si torna a casa in giornata o dopo una notte. A volte si lasciano nel naso piccoli tamponi morbidi, che si tolgono dopo uno o due giorni o si sciolgono da soli.

Cosa fare dopo l'intervento: lavaggi nasali e controlli

Nei primi giorni il naso è chiuso, come in un forte raffreddore. Sono normali piccole perdite di sangue, croste e un senso di peso al viso. Il dolore di solito è lieve o moderato e si controlla con comuni antidolorifici.

I lavaggi nasali con soluzione salina sono la parte più importante della cura a casa. Tolgono croste e muco e aiutano la mucosa a guarire. Il medico indica quante volte farli e per quanto tempo.

Seguono alcuni controlli endoscopici in ambulatorio, per pulire le cavità, prevenire le aderenze (piccole cicatrici tra le pareti del naso) e seguire la guarigione. Il Dott. De Candia dà indicazioni personalizzate dopo la visita. In generale è bene:

  • Non soffiare il naso con forza
  • Starnutire a bocca aperta
  • Evitare sforzi, sport, bagni caldi e sauna, di solito per una o due settimane
  • Chiedere al medico prima di prendere un aereo
  • Non fumare

Quali sono i rischi della FESS?

Come ogni intervento, anche la FESS comporta dei rischi. I più comuni sono in genere lievi e passeggeri: sangue dal naso, croste, infezioni, aderenze, naso chiuso per qualche tempo o variazioni temporanee dell'olfatto.

Più di rado possono essere coinvolti l'occhio o la base del cranio, che confinano con i seni. Possono comparire, ad esempio, un livido intorno all'occhio, una lacrimazione eccessiva o una perdita di liquido cerebrospinale, il liquido che avvolge il cervello. Inoltre la sinusite cronica può ripresentarsi nel tempo. Rischi, benefici e alternative vengono spiegati con calma nella visita prima dell'intervento.

Perché rivolgersi a un otorinolaringoiatra con formazione endoscopica?

La FESS si svolge vicino a strutture delicate, come gli occhi e la base del cranio. Per questo conta una formazione specifica nelle tecniche endoscopiche.

Il Dott. Nicola De Candia è specialista in Otorinolaringoiatria e in Neurochirurgia. Nella sua carriera ha eseguito in totale più di mille interventi. La sua formazione endoscopica comprende:

  • 1997: formazione in chirurgia endoscopica naso-sinusale all'Università di Brescia
  • 1999: 25° corso di chirurgia endoscopica naso-sinusale a Graz (Austria)
  • 2000: corso Andrea Vesalius sulle tecniche endoscopiche avanzate dei seni paranasali, Bruxelles
  • 2003 e 2009: Masterclass di chirurgia endoscopica naso-sinusale e della base cranica, Milano
  • Docente di “Tecniche endoscopiche naso-sinusali” alla Scuola di Specializzazione in Otorinolaringoiatria dell'Università di Bari

Le informazioni di questa pagina hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la visita specialistica: indicazioni, tempi di recupero e rischi vengono valutati caso per caso.

Domande frequenti

Quanto dura la convalescenza dopo la FESS?

La convalescenza dopo la FESS è di solito breve. Nei primi giorni il naso resta chiuso e servono riposo e lavaggi nasali. Molte persone tornano a un lavoro leggero indicativamente dopo 7–10 giorni. Per sport e sforzi intensi conviene aspettare di più. La guarigione completa della mucosa richiede di solito alcune settimane. I tempi esatti li indica il medico, caso per caso.

L'intervento per sinusite cronica fa male?

L'intervento per sinusite cronica si esegue in anestesia, quindi durante l'operazione non si sente dolore. Dopo, il fastidio è di solito lieve o moderato. Molti lo descrivono come un forte raffreddore, con naso chiuso e senso di peso al viso. In genere bastano comuni antidolorifici prescritti dal medico, e il fastidio cala in pochi giorni.

La FESS si fa in anestesia generale?

Di solito la FESS si esegue in anestesia generale, cioè con il paziente addormentato. Così il chirurgo lavora con precisione e il paziente resta tranquillo per tutto l'intervento. Il tipo di anestesia viene comunque deciso con l'anestesista, dopo gli esami e la valutazione dello stato di salute.

La sinusite cronica può tornare dopo l'intervento?

Sì, la sinusite cronica può ripresentarsi anche dopo la FESS. È infatti una malattia infiammatoria legata a molti fattori, come allergie, asma o polipi nasali. La FESS migliora il drenaggio dei seni e aiuta gli spray ad arrivare dove servono, ma non sostituisce la terapia medica. Per questo contano le cure prescritte e i controlli periodici.

La FESS cambia l'aspetto del naso?

No, la FESS non cambia la forma del naso. L'intervento si svolge tutto all'interno delle cavità nasali, attraverso le narici. Non ci sono tagli sulla pelle né cicatrici visibili. Anche se nella stessa seduta si corregge un setto deviato, di solito l'aspetto esterno del naso resta uguale.

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