Russamento e apnee notturne: otorino a Bari

Per russamento e apnee notturne, l'otorino a Bari Dott. Nicola De Candia valuta naso, palato e gola per capire dove si restringono le vie aeree durante il sonno. Il primo passo è sempre uno studio del sonno. Le cure vanno dalle modifiche dello stile di vita alla CPAP; in pazienti selezionati la chirurgia, come l'uvulopalatoplastica, rimodella il palato molle e l'ugola.

Che cosa sono il russamento e le apnee notturne (OSAS)?

Il russamento è il rumore prodotto dalla vibrazione dei tessuti molli della gola, come il palato molle e l'ugola, quando l'aria passa in uno spazio stretto durante il sonno. È molto comune e, da solo, non è sempre un segno di malattia.

Si parla di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) quando le vie aeree si chiudono in parte o del tutto, più volte ogni notte. Il respiro si ferma per alcuni secondi (apnea) o si riduce (ipopnea), l'ossigeno nel sangue cala e il sonno si interrompe di continuo, spesso senza che la persona se ne accorga.

Il restringimento può trovarsi a più livelli: naso, palato, tonsille, base della lingua. Per questo è importante la valutazione dell'otorinolaringoiatra, lo specialista di orecchio, naso e gola.

Russamento e apnee notturne: quando rivolgersi all'otorino a Bari?

È utile una visita se il russamento è forte e quotidiano o se chi dorme accanto nota pause nel respiro. Spesso è proprio il partner a dare il primo allarme.

I segnali da non trascurare sono questi. Da soli non bastano per una diagnosi, ma indicano che serve un approfondimento.

  • Pause del respiro o risvegli con sensazione di soffocamento
  • Sonnolenza durante il giorno, anche alla guida
  • Stanchezza al risveglio e mal di testa al mattino
  • Difficoltà di concentrazione e di memoria, irritabilità
  • Bisogno di urinare più volte durante la notte
  • Naso chiuso cronico o respirazione a bocca aperta

Le apnee notturne sono pericolose?

La OSAS non curata non è solo un problema di rumore. Il sonno interrotto causa sonnolenza di giorno, calo di attenzione e peggiora la qualità della vita, anche nella coppia.

Le ripetute cadute dell'ossigeno durante la notte sono associate a un maggiore rischio cardiovascolare: pressione alta, aritmie, infarto e ictus. La sonnolenza, inoltre, aumenta il rischio di incidenti stradali e sul lavoro.

Come si fa la diagnosi delle apnee notturne?

La diagnosi viene prima di qualsiasi cura. Il primo esame è uno studio del sonno: la polisonnografia o il monitoraggio cardiorespiratorio notturno. Sono registrazioni che misurano respiro, ossigeno nel sangue, russamento e posizione del corpo durante la notte; il monitoraggio si esegue spesso a casa, con un piccolo apparecchio.

L'esame indica quante apnee e ipopnee avvengono in un'ora di sonno. Così si distingue il semplice russamento da una OSAS lieve, moderata o grave.

Accanto allo studio del sonno serve una visita otorinolaringoiatrica delle vie aeree superiori. Lo specialista osserva naso, palato, ugola, tonsille e lingua, spesso con un'endoscopia: un esame con una sottile fibra ottica introdotta dal naso, di solito ben tollerato. In casi selezionati può essere indicata un'endoscopia durante un sonno indotto con farmaci, che mostra dove si chiudono le vie aeree mentre si dorme.

Quali sono le cure per russamento e OSAS?

Non esiste un'unica cura valida per tutti. La scelta dipende dalla gravità della OSAS, dal punto in cui si restringono le vie aeree, dal peso e dalle preferenze del paziente. Spesso le soluzioni si combinano tra loro.

  • Stile di vita: calo di peso se necessario, niente alcol e sedativi la sera, stop al fumo, orari di sonno regolari.
  • Terapia posizionale: evitare di dormire sulla schiena, se le apnee compaiono soprattutto in quella posizione.
  • CPAP: un apparecchio che, con una maschera, invia aria a leggera pressione e tiene aperte le vie aeree. È spesso la cura di prima scelta nella OSAS moderata o grave.
  • Apparecchi orali: dispositivi su misura, realizzati dal dentista, che portano in avanti la mandibola durante la notte.
  • Chirurgia: per pazienti selezionati, quando l'ostacolo è anatomico e ben localizzato.

Che cos'è l'uvulopalatoplastica e quando si fa?

L'uvulopalatoplastica è il rimodellamento chirurgico del palato molle e dell'ugola, la piccola appendice che pende in fondo alla gola. Allarga lo spazio dietro al palato e riduce la resistenza delle vie aeree superiori durante il sonno. Si esegue dalla bocca, senza tagli esterni, di solito in anestesia generale.

Può essere indicata nel russamento importante e in alcuni casi di OSAS, quando gli esami mostrano che il restringimento è soprattutto a livello del palato. Se le tonsille sono molto grandi, possono essere asportate nello stesso intervento (tonsillectomia).

Quando il naso è ostruito, ad esempio per una deviazione del setto o per turbinati ingrossati, può essere utile anche la chirurgia nasale. Da sola raramente risolve le apnee, ma migliora la respirazione e può rendere più facile usare la CPAP.

Il Dott. Nicola De Candia è specialista in Otorinolaringoiatria dal 1991, con formazione avanzata in chirurgia endoscopica del naso e dei seni paranasali. Insegna tecniche endoscopiche naso-sinusali nella Scuola di specializzazione ORL dell'Università di Bari.

Come va il recupero dopo la chirurgia del palato?

Dopo un intervento sul palato il disturbo principale è il mal di gola. Di solito dura da alcuni giorni fino a circa due settimane e si controlla con gli antidolorifici prescritti. Quando si deglutisce, il dolore può farsi sentire anche alle orecchie.

Nei primi giorni si consiglia una dieta morbida e fresca, bevendo spesso. È bene evitare cibi duri, croccanti, piccanti o molto caldi, oltre agli sforzi fisici intensi.

Il ricovero è in genere breve e il ritorno al lavoro avviene indicativamente dopo 10–14 giorni. Lo specialista fornisce indicazioni personalizzate dopo la visita.

Quali sono i rischi dell'uvulopalatoplastica?

Come ogni intervento, anche la chirurgia del palato comporta possibili rischi e complicanze. Vengono discussi in dettaglio durante la visita preoperatoria.

  • Sanguinamento, soprattutto nei primi giorni o alla caduta delle crosticine
  • Infezione della ferita
  • Passaggio di liquidi nel naso quando si beve, di solito temporaneo
  • Sensazione di gola secca o di corpo estraneo
  • Lievi cambiamenti della voce
  • Russamento o apnee che persistono o ricompaiono nel tempo
  • Rischi legati all'anestesia

Le informazioni di questa pagina hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la visita specialistica: indicazioni, tempi di recupero e rischi vengono valutati caso per caso.

Domande frequenti

L'uvulopalatoplastica elimina definitivamente il russamento?

L'uvulopalatoplastica può ridurre il russamento e, in pazienti selezionati, le apnee notturne, ma il risultato non si può garantire in anticipo. Dipende da dove si restringono le vie aeree, dalla gravità della OSAS e dal peso. Con il tempo, ad esempio dopo un aumento di peso, il russamento può tornare. Per questo serve una diagnosi accurata prima dell'intervento e, se indicato, un nuovo studio del sonno dopo alcuni mesi.

Quanto fa male la gola dopo l'intervento per il russamento?

Dopo l'intervento sul palato per il russamento il mal di gola è comune e dura in genere da alcuni giorni fino a circa due settimane. Il dolore è più forte quando si deglutisce e può farsi sentire anche alle orecchie. Si controlla con gli antidolorifici prescritti, una dieta morbida e fresca e molti liquidi.

Dopo quanto tempo si torna al lavoro dopo l'uvulopalatoplastica?

Dopo l'uvulopalatoplastica si torna al lavoro indicativamente dopo 10–14 giorni, quando il dolore è sotto controllo e si mangia senza difficoltà. Per lavori pesanti o sport intensi può servire qualche giorno in più, per ridurre il rischio di sanguinamento. I tempi variano da persona a persona: il Dott. De Candia fornisce indicazioni personalizzate dopo la visita.

La chirurgia può sostituire la CPAP nelle apnee notturne?

Nella OSAS moderata o grave la CPAP è spesso la cura di prima scelta, perché tiene aperte le vie aeree in modo efficace se usata ogni notte. La chirurgia può essere un'alternativa in pazienti selezionati, ad esempio quando la CPAP non è tollerata e c'è un ostacolo anatomico ben definito. La scelta si fa caso per caso, dopo lo studio del sonno e la visita.

Il russamento nei bambini deve preoccupare?

Il russamento abituale nei bambini merita una visita otorinolaringoiatrica, soprattutto se il bambino respira a bocca aperta, fa pause nel respiro, dorme male o di giorno è agitato e poco attento. Nei bambini la causa più frequente è l'ingrossamento di adenoidi e tonsille. L'uvulopalatoplastica riguarda in genere gli adulti; nei bambini, quando serve, si valuta piuttosto l'asportazione di adenoidi e tonsille.

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